Capriolo (Capreolus capreolus)
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Capriolo (Capreolus capreolus)
Foto (photo): www.flickr.com/photos/kenminds/
Feci di capriolo in estate in ambiente montano
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Feci di capriolo in estate in ambiente montano
Feci estive di capriolo
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Feci estive di capriolo

Capriolo (Capreolus capreolus)

Ordine: Artiodattili
Famiglia: Cervidi

Caratteristiche: Il capriolo è il più piccolo e il più numeroso tra i tre Cervidi presenti sul territorio italiano (gli altri due sono i cervi e i daini). Ha il manto tra il rosso e il marrone, uno spiccato muso nero e una netta mascherina bianca sotto la minuscola coda. Il suo habitat preferito è la macchia con piante non molto alte o la foresta ricca di sottobosco. Ha un'ottima vista, così come l'olfatto e l'odorato. Usa i suoi sensi sviluppati per fuggire al primo cenno di pericolo. Vive in piccoli branchi. Durante il giorno ricerca il fresco delle zone alte o del bosco pieno, di sera si spinge in radure più aperte alla ricerca del pascolo migliore. Il capriolo si ciba di erbe, germogli e foglie, in particolare foglie di nocciolo e di rovi. E' inoltre ghiotto di ghiande e frutta come mele e pere selvatiche. Ha bisogno di acqua pura, non in grandi quantità, ed è ghiotto di sale.

TRACCE

Impronte: Le impronte del capriolo sono molto simili a quelle del cervo. Entrambi sono unguligradi artiodattili, camminano quindi su due dita (il terzo e il quarto) ricoperte da un rivestimento osseo detto zoccolo. Nell'impronta sono ben visibili le dita, separate da uno spazio detto filetto, e talvolta gli speroni (ossia il secondo e quinto dito atrofizzati). L'orma del maschio adulto misura circa 4-5 cm in lunghezza, 3-4 in larghezza.

Feci: Le feci del capriolo sono ovali, con lievi differenze tra i sessi, a volte leggermente appuntite da un lato. Sono lunghe 10-14 mm e larghe 7-10 mm. L'aspetto varia a seconda della stagione: in estate le feci sono scure e si presentano spesso in ammassi, poiché l'alimentazione è più fresca e ricca di acqua; in inverno sono più chiare e sempre ben separate tra loro. Solitamente si notano i resti di fibre vegetali che non sono state ben digerite.

Le corna: Ogni anno, i nostri Cervidi (capriolo, cervo e daino) perdono le corna in epoche diverse. Il capriolo le perde in ottobre-novembre (il cervo in febbraio-marzo, mentre il daino in aprile-maggio). Le corna si riformano lentamente e ricrescono avvolte nel "velluto" che i caprioli eliminano sfregando vigorosamente i palchi contro i tronchi degli alberi o sul terreno. Il velluto si stacca così verso l'inizio della primavera. Le corna dei caprioli sono corte; ogni anno, almeno fino ai 6 anni circa, cresce una nuova punta che ci dà un'idea dell'età dell'animale.


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